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Le
Risposte alle domande più frequenti, ricorrenti da parte dell’utilizzatore
finale
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Devo
caricare le ALCAVA prima di usarle |
Le pile ALCAVA
sono vendute già
cariche e pronte all’uso; se comunque volete recuperare quel minimo di
capacità perso per effetto dell’autoscarica ed essere così certi di
averle completamente cariche, potete tranquillamente ricaricarle. |
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Quando devo
caricarle ?
Devo ogni volta scaricarle a fondo ? |
Le pile
ALCAVA sono esenti da
effetto memoria, per ottenere le massime prestazioni dovete caricarle
molto spesso, anche dopo brevi utilizzi: le pile ALCAVA possono
essere infatti ricaricate in qualunque momento senza preoccuparsi del loro
livello di scarica. Prima e più frequentemente le ricaricate, migliori
sono la resa e la durata; nei limiti del possibile è opportuno non
scaricarle mai a fondo, pena un minor numero di cicli di utilizzo. |
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In
Uso oppure sotto carica ? ! |
Quando non vengono
utilizzate si consiglia di toglierle dall’apparato e di lasciarle
inserite nel loro caricatore collegato alla rete fino al successivo
utilizzo. In tal modo, oltre a raggiungere e a mantenere il massimo della
carica, tendono a riacquistare parte della capacità inevitabilmente persa
durante i cicli d’utilizzo |
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Devo
togliere le pile quando si accende il led che indica che le pile
sono cariche ? |
Se non c’è la
necessità di doverle utilizzare immediatamente, si consiglia di lasciarle
nel caricatore collegato alla rete fino al successivo utilizzo perché in
tal modo oltre a raggiungere e a mantenere il massimo della carica,
tendono a riacquistare parte della capacità inevitabilmente persa durante
i cicli d’uso |
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Cosa devo
fare con pile ALCAVA quando non le
utilizzo per lunghi periodi ? |
Si consiglia di togliere
le ALCAVA dall’apparato
e di riporle cariche.
Hanno un’autoscarica trascurabile e possono rimanere nel cassetto o
sugli scaffali , inutilizzate per 5 anni. |
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Posso
caricare le pile ALCAVA in caricatori per
batterie al Ni-Cd ed al Ni-Mh o in
caricatori universali ? |
Le pile ALCAVA devono essere esclusivamente ricaricate in
caricatori ALCAVA o in caricatori per tecnologia RAM.
La ricarica delle pile ALCAVA in caricatori per Ni-Cd e Ni-Mh
o universali causa il danneggiamento delle pile stesse con fuoriuscita di
liquido alcalino. Ciò è determinato dal fatto che le ALCAVA devono
essere ricaricate a tensione
costante di 1,65V.,
mentre le Ni-Cd e le
Ni-Mh vengono caricate a corrente costante. |
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Dove
posso usare le pile ALCAVA ? |
Il modo più rapido e facile per sapere se l’apparato su cui si
vogliono utilizzare le pile ALCAVA è adatto per queste ultime, è
quello di verificare se lo stesso apparato funziona egregiamente con le
alcaline usa e getta. Solo in questo caso si potranno utilizzare le pile ALCAVA
con soddisfazione, ricordando comunque sempre che nell’utilizzo singolo
hanno un’autonomia inferiore del 25% rispetto a quella delle alcaline
usa e getta dell’ultima generazione: la capacità iniziale delle pile ALCAVA
è infatti di 1.500 mAh contro i circa 2.000 / 2.200mAh di una alcalina di
ottima qualità. La pila ALCAVA quindi non dura di più, ma si ricarica!
Teniamo a sottolineare come sia importante verificare prima se l’apparato
effettivamente funziona bene con le alcaline usa e getta; questo perché
numerosi produttori ad es. di macchine fotografiche digitali segnalano
sulle istruzioni che l’apparato funziona anche con le alcaline, ma si
"dimenticano" di indicare che il numero di scatti e l’autonomia
della macchina si riducono drasticamente rispetto ad un utilizzo delle
Ni-Cd e Ni-Mh.
Questo problema deriva dalla più alta resistenza interna delle pile
alcaline (e quindi anche delle pile ALCAVA) che non consente a
questo tipo di pile di rilasciare tutta la potenza di cui dispongono in
tempi rapidi |
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Posso
usare le pile ALCAVA in apparati funzionanti con
batterie al Ni-Cd ed al Ni-Mh ? |
Se l’apparato sul quale
volete utilizzare le pile ALCAVA
funziona meglio con le batterie al Ni-Cd ed al Ni-Mh invece che con le
alcaline usa e getta, allora Vi sconsigliamo di usare le pile ALCAVA
perché i risultati sarebbero estremamente deludenti: otterrete
scarsissima autonomia e pochissimi cicli d’uso.
La più alta capacità
delle ALCAVA
rispetto alle NI-Cd ed alle Ni-Mh non deve quindi trarre in inganno l’acquirente,
che spesso l’associa solo ad una più lunga autonomia, in quanto le ALCAVA
presentano dei
limiti dovuti all’alta resistenza interna (limiti comunque comuni a
tutte le alcaline) che comportano l'impossibilità di utilizzarle in
apparati che assorbono alte correnti, tipicamente superiori a 06-0,8
Ampere continui per la pila stilo (ad es. motori, fotocamere digitali,…).
La resistenza interna di
una pila si può paragonare ad una "strozzatura" più o meno
pronunciata che ostacola la rapidità di erogazione/fuoriuscita
dell'energia. In tutte le alcaline, comprese le pile ALCAVA,
questa strozzatura è pronunciata e quando l'energia viene richiesta
troppo rapidamente (alte correnti), l’apparato collegato può avere
problemi di funzionamento non riuscendo a ricevere tutta l’energia
occorrente nei tempi in cui la esige.
La pila alcalina, paga la
sua capacità più elevata di stoccare energia a pari ingombro e pari peso
con la difficoltà di essere scaricata efficientemente quando le correnti
sono molto intense, a differenza delle pile Ni-Cd e le Ni-Mh che hanno
invece una resistenza interna più bassa a scapito di una capacità
anch'essa più bassa. |
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Perché
si parla di 100-600 ricariche ?
A
cosa è dovuta questa variabilità ? |
La capacità di tutte le
pile (RAM, Ni-Cd, Ni-Mh, ecc.) viene determinata sulla base degli standard
internazionali IEC considerando un assorbimento di 125 mA fino ad un
cut-off di 0,9 V per le alcaline (RAM comprese) e di 0,8 V per le altre.
Tenendo conto di questi parametri la stilo ALCAVA
presenta quindi una capacità iniziale di 1500 mAh.
Pertanto in caso di
utilizzo su un apparato che assorbe 125 mA il numero dei cicli della pila ALCAVA
corrisponde a
quanto da noi segnalato e può essere ri-compreso tra i 100 ed i 600,
variabile perché in ogni caso su di esso influiscono fattori quali la
frequenza della carica, la profondità di ogni scarica ed il tempo che le
pile rimangono nel caricatore collegato alla rete tra un utilizzo e l’altro.
Se l’apparato assorbe
invece ad es. 800 mA. (è questo il caso di numerose fotocamere digitali
che possono anche arrivare e superare i 1200 mA, "tutti e
subito") ecco che allora il numero dei cicli si può ridurre a 25-125
tenendo sempre conto dell’effetto degli altri fattori sopra evidenziati.
Allo stesso modo se l’assorbimento è inferiore a 125 mA, il numero |

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